UNTER/VARESCO Lagundo/Veloi 2014

NELLA 100KM DEI FORTI - SILVANO JANES SUL TERZO GRADINO DEL PODIO

LAVARONE, 15/06. Sul terzo gradino del podio, nella prova “marathon”, è finito il sempiterno Silvano Janes, che a 53 anni regge ancora il ritmo dei migliori. L'atleta di Povo ha aiutato Simoni per un buon tratto del percorso, ma nelle battute finali, quando Gibo ha bucato, lo ha salutato ed è andato a prendersi una piazza finale di prestigio.
Quando alle 9 del mattino lo starter ha dato il via al primo drappello di concorrenti erano in settecento allineati fra le transenne a Parco Palù. Al primo ristoro, quello di Passo Vezzena, davanti a tutti ci sono Marco Trentin, Walter Costa e Agostino Andreis, che si sono guadagnati 20 secondi di vantaggio sulla coppia composta da Silvano Janes e Gilberto Simoni. Siamo solo al dodicesimo chilometro, ma i battistrada hanno già capito che il campione trentino non è in giornata di grazia e allora ci danno dentro per creare un gap definitivo. A Malga Mandrielle, il punto più elevato del percorso (a quota 1.595), Il terzetto di testa ha già un minuto e 40 secondi di margine sui due inseguitori, due minuti su Steinacher e Turrina, dieci secondi in più su Degasperi e Varesco. Al bivio Campolongo il vantaggio è immutato, ma al bivio Bisele passa a 2 minuti, 3 su Steinacher, Degasperi e Turrina. A Malga Millegrobbe Trentin, Costa e Andreis vantano 2 minuti e 40” su Janes e Simoni. Al termine della discesa Ivan Degasperi buca e perde terreno.
Dopo il Forte di Lavarone i percorsi “classic” e “marathon” si differenziano e Andreis, iscrittosi alla gara lunga, prende la strada sbagliata, salutando Costa e Trentin e piombando sul traguardo di Gionghi inatteso. Un arrivo che non vale nulla, perché non era quella la sua gara. Dietro di lui c'è Ivo Zulian, che si aggiudica la gara più corta ed anche la classifica generale costruita sulle tre tappe. Secondo è Ivan Pintarelli, terzo Andrea Zamboni (vincitore ieri) e quarto Dario Steinacher (vincitore venerdì). Un piazzamento che manda su tutte le furie il biker di Chiusa, costretto a partire con gli atleti elite, ovvero un quarto d'ora prima dei diretti avversari nella “1000Grobbe Bike”, e quindi a correre senza alcun punto di riferimento per la classifica generale e senza poter collaborare con nessuno. Fra le ragazze si impone Francesca Leonardelli davanti a Ilenia Lazzaro, che fa propria la classifica generale.
Nel frattempo i big della “marathon” continuano la propria corsa. A Tezzeli Costa e Trentin hanno 9 minuti di vantaggio su Janes, mentre Simoni è attardato a causa di un problema alla catena. A Carbonare i distacchi sono immutati, i giochi sono fatti e i battistrada hanno già deciso di non darsi battaglia negli ultimi chilometri. Walter e Marco, due vicentini (di Asiago l'uno, di Torrebelvicino il secondo) arrivano a Gionghi affiancati, anche se per il fotofinish il vincitore è il primo. Dietro a Janes (a 13 minuti) ci sono il trentino Michele Degasperi (a 17 minuti), il fiemmese Jarno Varesco (a 19 minuti) e Gilberto Simoni, sesto a pochi secondi. Prima, fra le ragazze, la veronese Lorena Zocca, cinquantaquattresima assoluta.
Nella categoria M1 (da 30 a 34 anni) si impone Federico Birtele, nella M2 (da 35 a 39 anni) Jarno Varesco, nella M3 (da 40 a 44 anni) Michele Degasperi, nella M4 (da 45 a 49 anni) Franco Lorenzi, nella M5 (da 50 a 65 anni) Bruno Furlan. Per quanto riguarda la gara “classic” nella M1 svetta Ivan Pintarelli, nella M2 Mario Appolonni, nella M3 Flaviano Rigon, nella M4 Rolando Inama, nella M5 Guido Masiero.
Silvano Janes (Bergher Bräu): «Arrivare sul podio della “100 km dei Forti” a 53 anni è un risultatone. Sono soddisfattissimo. Sono rimasto con Simoni per tre quarti gara, poi lui ha avuto problemi alla catena ed ha perso contatto. Mi sono girato ripetutamente, ma non l'ho più visto e quindi ho deciso di andare per la mia strada e così è arrivato un terzo posto insperato in una gara che io reputo fra le migliori in assoluto, perché ha un terreno che mi piace molto, sia tecnico sia veloce. Nell'ultima discesa sono anche caduto, ma ciò non ha cambiato l'esito».
Gilberto Simoni (Diquigiovanni): «Sono salito in sella alla mountain bike solo tre giorni fa. Era impensabile per me fare risultato, anche perché non riuscivo neanche a tenere le mani sul manubrio, soprattutto nei tratti in discesa. Nel tratto conclusivo sulle radici e sul pavè ho fatto fatica. Poi ho incontrato dei problemi tecnici. Ci vuole allenamento e la “100 km dei Forti” per me è stata la prima gara di una serie che spero mi porti in buona forma ai Mondiali marathon di mtb, che si svolgeranno a Villabassa a luglio. Su questo sono già d'accordo con il ct Pallhuber. Alla prima salita Costa e Trentin hanno forzato il ritmo e non avevo la gamba per tenere il loro passo. Sabato ho preso parte agli Internazionali di cross country di Vermiglio. Non era il percorso e la gara adatta a me. Dovevo ascoltare le mie sensazioni e starmene a casa, purtroppo è andata così».
Andrea Zamboni (Bergher Bräu): «Terzo nella classic e terzo nella “1000Grobbe”. Sono soddisfatto soprattutto perché non pensavo di riuscire a tenere su una distanza così lunga come quella dell'ultima tappa e soprattutto dopo altri due giorni di gara. Con Pintarelli e Zulian ci siamo sempre dati cambi regolari, poi nell'ultima salita loro hanno accelerato e non sono riuscito a stargli dietro perché sentivo un inizio di crampi».



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