Cresce la famiglia “BRAO” ma non solo con gli sponsor, dopo la conferma della famiglia Phillip di Iprona con il nuovo prodotto “ElderCRAFT”, “UNTERTURNER” ci presenta il suo nuovo prodotto di nicchia il gin PRISMA. 

Ma queste belle notizie (che di questi tempi sono cosa rara) non arrivano da sole, assieme al marketing che rimane sempre condizione primaria, possiamo ufficializzare l’arrivo in Società di ROBERTO GRISENTI e REMO SCHMID assieme al ritorno di ROBERTO DORIGONI che già ha militato con i nostri colori nel fine anni duemila.  

Su Strava è gara a chi lo fa più lungo.

di PAOLO DECARLI - 

Trento, 24 giugno 2020. Questo 2020 ha riportato la passione diffusa per macinare chilometri, infatti sembra proprio che anche i cicloamatori più competitivi, dopo aver metabolizzato l’astinenza da competizione, abbiano pensato di far fronte alla dipendenza da adrenalina da gara,  con ripetute super uscite in bici di centinaia e centinaia di chilometri e con migliaia e migliaia di metri di dislivello.

Strava, il social prediletto dai ciclisti, nuovo Bar Sport virtuale, candela domestica che illumina dallo smartphone le serate sul divano con sottofondo di TV e compagne, ci indica chiaramente che nella stagione del lock-down di garette e granfondo gli amanti del pedale hanno deciso di dedicarsi a lunghissimi giri, soprattutto nel fine settimana: 200, 300 e più chilometri sono diventati motivo di vanto da ostentare in bacheca, magari con una foto che certifichi la mitica uscita e che diffonda la news ad amici e posteri.

Il periodo particolare che stiamo vivendo ha fatto nascere anche una nuova categoria di ciclisti: i ciclosmartworker.  Il ciclista smartworker ha un background difficile e travagliato, costellato di uscite in allenamento incastonate come delle gemme preziose nella pausa pranzo, al sorgere del sole o nel dopolavoro. Adesso magicamente si ritrova tempi ottimizzati: zero code in macchina al mattino e al rientro serale visto che lavora a casa, quindi tempi di trasferimento nulli,  fantozziana possibilità di gettare il mouse quando ha fatto 8 ore e zero secondi al pc, e quindi un “sacco” di tempo libero in più e tanti watt da sfogare sul bitume.

Questa maggiore preparazione dello smartworker, se esistessero ancora le gare, lo metterebbe allo stato attuale in diretta competizione con i cicloamatori pensionati (gli unici atleti che fanno più chilometri di un professionista vero) e forse persino con i granfondisti “professionisti” per missione, campioni convintissimi che non hanno un lavoro normale da 8 ore ma vivevano, fino al lock-down, più o meno di granfondo (stile Tommy).

Su Strava così è un delirio quotidiano di giri sempre più lunghi e inondazioni di LIKE, KOM, PR: perché in astinenza dalle gare un KOM vale una Sanremo, un LIKE il bacio di una miss sul palco del Tour e un Personal Record una carica di autostima perché in fondo il nostro social del cuore ci sta dicendo che siamo ancora fighissimi come una volta ! E qui nessuno si salva (nemmeno i ciclisti veri),  chi è senza peccato scagli la prima pietra .... oppure, meglio ancora, faccia diventare PRIVATE  tutte le uscite su Strava !

Unico piccolo problema è che Strava ha deciso di far diventare a pagamento la consultazione delle classifiche sui segmenti … ma in fondo chissenefrega,  i primi 10 si vedono ancora e abbonarsi costa solo il valore di una birra media al mese … ma vuoi mettere quanta adreanalina ti dà la coroncina di un KOM o aver fatto il giro più lungo di tutti !



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