25 luglio 2026

Trento-Bondone salita Charly Gaul 1-2 Fontanari.it con Philip Goetsch che trionfa e Federica Spessot prima donna

Grande performance per i ragazzi di Silvano Fontanari che piazzano anche 5 atleti nei primi 13, monopolizzano con Margit Zulian i primi due posti del podio nella gara femminile e portano ai nastri di partenza ben 27 atleti, un quarto degli iscritti !

L'edizione numero 40 del Challenge Internazionale della Montagna si è aperta con il ritorno sul trono del Monte Bondone di Philip Götsch, capace di dominare la gara tanto cara a tutti i cicloamatori trentini. Vigilia tribolata per il nostro Philip alle prese con la carenza di personale nel suo ristorante di Tirolo con conseguente patema del Presidente Silvano Fontanari che temeva un forfait dell'ultimo minuto, problema fortunatamente rientrato stamattina quando il quarantaduenne di Merano ha interpretato al meglio i diciannove chilometri della mitica Salita Charly Gaul caratterizzata da una pendenza costante del 7,5%, sbaragliando la concorrenza e riscattando il posto d'onore della passata stagione.

La corsa maschile ha vissuto nella fase iniziale dello scatto di Mariano Mazzarini del team Fontanari.it al km zero che precede la corsa fino a Sardagna prima di accendersi decisamente all'ottavo chilometro, sopra i 7 tornanti, quando il friulano Andrea Calza ha impresso un cambio di ritmo notevole che ha messo a dura prova tutti ad eccezione di Götsch che ha risposto alla grande e rilanciato quella che era diventata una fuga a 2 verso la vittoria. Ai -3 km Götsch forza e stacca Calza di 20" trionfando in Vason per l'ennesima volta nel tempo in 55' 47".

Bellissimo il gesto di Philip che ha tagliato la linea d'arrivo dedicando il successo al cielo in ricordo dell'amico scomparso troppo presto Alexander Gufler vincitore nel 2012 in maglia Fontanari del percorso medio alla leggendaria GF Charly Gaul, precedendo sul traguardo proprio l'ostico Calza e il trentino Patrick Facchini 57' 36", quest'ultimo costretto ad accontentarsi della terza piazza dopo aver regolato il compagno di squadra Andrea Bais  57' 40" e Timothy Bonapace 57'44"

Al 6° posto grande risultato per il professionista del triathlon Michele Bortolamedi, nuova stella del circuito Ironman può annoverare quest'anno un 2° posto al 70.3 di Nizza (con la slot per il mondiale di novembre a Marbella) e 6° posto al 70.3 Jönköping (Campionato Europeo), con un fisico tutt'altro che da scalatore dimostra di avere un grande motore anche in bici chiudendo la scalata in 57' 46" e chiudendo il gruppo degli immediati inseguitori di Götsch e Calza.

Dopo Gianmarco Caresia 8° in 58'39" arriva la coppia firmata Fontanari con la conferma FIlippo Calliari 59'35" e la giovane sorpresa Francesco Frezzato 9° in 59'51" che dimostra di avere grande attitudine per la salita guidando anche il gruppo al passaggio ai 7 tornanti.

10° Gianluca Braghetto che non entra nel club dei ciclisti saliti sotto i 60 minuti per soli 14" che precede un solido Andrea Zamboni 1h 00' 18" e 13° il neocinquantenne Stephan Unterthurner che si regala un ottimo 1h 1' 37".

 

 

Tra le donne lo spettacolo non è stato da meno grazie a una battaglia serrata e tutta in salsa trentina che ha visto protagoniste Annalisa Adami del team Executive Bici&Sport, Margit Zulian e la campionessa in carica Federica Spessot del team Fontanari. 

Dopo una condotta di gara coraggiosa da parte della più esperta Adami, la contesa si è decisa nei pressi di Norge quando la Spessot ha inserito il turbo superando progressivamente le rivali e involandosi verso la sua seconda affermazione consecutiva in 1h 17'8" 

 

 

 

 

La kermesse organizzata dal Gs Marzola si è infine chiusa con la consueta cerimonia protocollare e la consegna dei riconoscimenti ufficiali ai dodici migliori interpreti delle diverse categorie in gara:
qui è possibile consultare la classifiche per categoria
e qui la classifica assoluta

Domani si replica dal versante di Garniga.
Un grazie particolare a Marco Oss per gli scatti l'autore e a Teresa Frisinghelli/Pegasomedia per le altre foto.

 

 

 

 

 

Infine un particolare che forse non tutti hanno notato: 

alla faccia di telai di ultima generazione super-rigidi e performanti, freni a disco, coperture tubeless da 30 superscorrevoli oggi abbiamo ammirato la bici di Andrea Calza che ha corso con un telaio carbonio di almeno 10-15 anni fa, freni rim e le ruote Lightweight con canale da 17 mm di Jan Ullrich e Marco Pantani piazzandosi al 2° posto in 56' 06" e di Andrea Zamboni che ha corso in 1h 00' 18" con la sua leggerissima Sarto con freni rim e ruote Spada, bici che per tanti appassionati possono sembrare dei cimeli ma che dimostrano come anche le bici di qualche anno fa in salita sono performanti tanto (e forse di più) di quelle attuali !

 

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